Vai ai contenuti

Sviluppi dei diritti stranieri in materia di trust: una panoramica - Consorzio UniForma

Skip menu
Skip menu
Skip menu
Offerta formativa
Convegno "Sviluppi dei diritti stranieri in materia di trust: una panoramica"

Profilo del Convegno

Il professionista italiano stenta a tenere il passo con gli sviluppi, specialmente giurisprudenziali, degli ordinamenti stranieri in materia di trust.

Uniforma, in collaborazione con la Rivista “Trust & Attività Fiduciarie” in rete, organizza  questo Convegno dove i redattori della Rivista offriranno un panorama comprendente undici novità giurisprudenziali sui più diversi argomenti.

Il convegno sarà strutturato in modo da favorire l’interscambio con i partecipanti: per questa ragione un breve sommario di ciascuna relazione è disponibile nel nostro sito unitamente ai testi delle sentenze che saranno oggetto di commento. 

 

 

Logo Uniforma
Logo Trusts e attività fiduciarie in rete
 
 
Con il patrocinio di
Logo Associazione Il trust in Italia

 

Sede e orario

Sabato 29 marzo 2025 dalle 9:00 alle 13:00 su piattaforma Zoom.

 

Quote di partecipazione e Iscrizione

  • Quota ordinaria Euro 75,00 più Iva (22%) - totale Euro 91,50
  • Quota ridotta di Euro 67,50 più Iva (22%) - totale Euro 82,35 - per i soci dell'Associazione “Il trust in Italia - ETS”, gli abbonati alla rivista “Trusts e attività fiduciarie” in rete e i soci di Assofiduciaria.

 

E' possibile iscriversi al Convegno cliccando sul tasto in fondo alla pagina.

 

Crediti formativi

Sono stati riconosciuti 4 crediti formativi per la formazione professionale dei Notai e dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, 3 crediti formativi per la formazione professionale degli Avvocati.

Sono stati riconosciuti dall'Associazione "Il trust in Italia - ETS" 4 punti di aggiornamento permanente.

 

Programma

CORRELATORIRELATORIPRESENTAZIONEMATERIALI
Michele Angelo Lupoi

Ore 09:10
Anna Maria Borgna, Il ruolo di intervento del giudice in forza della inherent jurisdiction: due pronunce delle isole Cayman Due recenti pronunce, fondandosi sulla sect. 48 del Trust Act delle Isole Cayman, riconoscono al trustee il diritto di rivolgersi alla Corte per chiedere l’approvazione di decisioni provvisoriamente adottate nel rispetto del programma del trust e degli interessi dei beneficiari.

In un caso si trattava della riorganizzazione più efficiente di un trust, la cui struttura necessitava di essere semplificata; l’altro caso riguardava uno STAR trust e la Corte ha equiparato la posizione del trustee a quella dell’Enforcer: anche a quest’ultimo è stato riconosciuto il diritto di rivolgersi al giudice per l’approvazione di decisioni provvisoriamente adottate.
 
In the matter of the B Trust Fsd, Cayman Island - FSD 32 of 2024 (IKJ)

In the matter of the A Trust (AA v JTC), Cayman Island - FSD 12 of 2024 (IKJ)

 
Michele Angelo Lupoi

Ore 09:30
Ermelinda Hepaj, Il ruolo del giudice di common law e conflitto fra beneficiari e trustee Analisi del ruolo delle corti di common law nella gestione dei trust, prendendo le mosse dal caso Re The Pickering Family Trusts.

In particolare, la questione “controversa”, in quel caso, riguardava la possibilità per i trustee, in assenza di un potere discrezionale loro riconosciuto dai due atti istitutivi di trust, di chiedere l’intervento della corte per ottenere l’approvazione alla modifica delle clausole concernenti la classe dei beneficiari.

Sulla scorta di quanto precede, l’autore esamina i poteri di intervento delle corti mettendo in luce le norme procedurali che in quegli ordinamenti permettono, non solo, di tutelare i beneficiari ma anche, in alcuni casi, di esonerare i trustee da ogni responsabilità per breach of trust.
 
Re the Pickering Family Trusts, Australia - [2024] VSC 5
Paolo Panico

Ore 09:50
Ottavia Lo Sardo, Inherent jurisdiction e accesso di non beneficiari a informazioni relative a un trust Il caso BX v T trae origine dalla richiesta avanzata dai discendenti del defunto disponente di un trust, i quali desiderano ottenere informazioni dai trustee, ritenendo che i propri interessi possano essere implicati, direttamente o indirettamente, nella gestione del trust e nell’attuazione delle ultime volontà del disponente. Tuttavia, nessuno dei richiedenti è beneficiario del Trust né vanta un diritto contrattuale o statutario alle informazioni richieste.

La Corte di Guernsey ritiene che la propria inherent jurisdiction le consenta di provvedere, ma afferma che l’adesione alle richieste di accesso alle informazioni da parte di non beneficiari è limitata a casi straordinari e, come stabilito in Schmidt v Rosewood Trust, solo in presenza di motivazioni morali o giuridiche particolarmente rilevanti, quali un’elevata probabilità di divenire beneficiario, o strettamente necessarie per la corretta gestione del trust. Ha quindi respinto le richieste, ritenendole motivate da interessi personali e conflitti familiari di natura più ampia.
 
BX v T Ltd, Guernsey - [2024] GRC036
Maurizio Lupoi

Ore 10:15
Elena Napolitano, Il proprietary estoppel per tutelare chi ha fatto affidamento su una promessa non formalizzata Il Proprietary Estoppel offre una protezione legale importante a chi dedica il proprio lavoro o investimenti sulla base di promesse non formalizzate. Una recente sentenza della Court of Appeal inglese ha disposto che una azienda agricola fosse divisa fra i tre figli dell’imprenditore defunto, nonostante egli l’avesse lasciata a uno solo di essi, perché gli altri due si erano impegnati a tempo pieno nella conduzione facendo affidamento sulla promessa del padre di farli eredi in parti eguali.

Tuttavia, il successo di una rivendicazione di questo genere naturalmente dipende dalla chiarezza della promessa, dal grado di affidamento, e dal danno subito.
 
Winter v Winter, Inghilterra - [2024] EWCA Civ 699
Maurizio Lupoi

Ore 10:35
Diletta Giunchedi, Criteri di assegnazione della casa familiare e teoria del constructive trust Raffronto fra gli indici identificativi dei common intention constructive trust elaborati dalle corti inglesi ed i criteri elaborati dalla giurisprudenza italiana in materia di assegnazione della casa familiare a seguito della crisi della coppia.

Nonostante la preliminare corrispondenza tra gli elementi identificativi, l’analisi teleologica evidenzia scopi ed esiti opposti: le corti inglesi, infatti, si pongono lo scopo di far emergere l’eventuale non coincidenza tra la beneficial ownership e legal interest; mentre la disciplina e giurisprudenza italiana, prescindendo dall’assetto proprietario, privilegia la conservazione di stampo paternalistico dell’interesse dei figli a mantenere inalterata la propria abitudine abitativa.

In una prospettiva “mediana” tra i due precedenti scenari, si pone il ricorso al trust in sede di fallimento familiare che pare perseguire contestualmente gli obiettivi di evitare i) la limitazione nella autoregolamentazione del patrimonio familiare; ii) la compressione del diritto proprietario ed infine iii) l'imprevedibilità del termine finale dell’assegnazione giudiziale della casa familiare.
 
Stack v Dowden [2007] UKHL 17

Trib. Pisa, 18 aprile 2023, n. 568
Maurizio Lupoi

Ore 11:00
Giulia Bazzoni, Il rapporto tra volontà del disponente e discrezionalità dei trustee nella ripartizione dei beni in trust Partendo dalla controversia giudiziaria neozelandese Sherwin v. JKA Holdings Limited & Ors, si intendono analizzare i confini del controllo che i giudici possono esercitare sulla discrezionalità decisionale dei trustee nell’esercizio delle loro funzioni.

L’attenzione sarà focalizzata sul grado di autonomia riconosciuto ai trustee nella gestione dei beni in trust e, parallelamente, sui confini entro cui deve mantenersi il controllo giudiziale su tale attività. Su questo secondo aspetto, emerge come le Corti debbano limitarsi a verificare la ragionevolezza delle decisioni assunte dai trustee e la loro conformità ai poteri conferiti dall’atto istitutivo e dalla legge. L’intervento giudiziale diretto pare infatti essere ammissibile solo in presenza di evidenti abusi o errori manifesti.
 
Sherwin v JKA Holdings Ltd, Nuova Zelanda - [2024] NZHC 920
Mario Serio

Ore 11:20
Leonardo Arienti, L’interposizione fiscale del trust in alcuni paesi esteri (Jersey, UK) I giudici inglesi e quelli di Jersey adottano approcci diversi nel trattare i trust concepiti per garantire significativi benefici fiscali a disponente o ai beneficiari.

I giudici inglesi, con la sentenza Bhaur v Equity First Trustees (EWCA) 2023, hanno qualificato la struttura elusiva creata mediante un trust EBT e finalizzata all’elusione fiscale come un’attività “riprovevole” e promotrice di un “male sociale”. Di conseguenza, non hanno riconosciuto ai disponenti alcuna tutela in equity.

Diversamente, i giudici di Jersey, nella decisione IQ EQ (Jersey) Limited re B Trust [2024] JRC210, hanno ribadito l’orientamento consolidato secondo cui le corti di Jersey hanno il potere di adattare i trust al fine di evitare eventuali conseguenze fiscali sfavorevoli per il patrimonio conferito, anche quando si tratta di pianificazione fiscale internazionale di natura elusiva.

Queste due pronunce evidenziano un approccio diametralmente opposto tra le due giurisdizioni, con rilevanti implicazioni pratiche. Ciò rende indispensabile una valutazione approfondita della legge regolatrice e della giurisdizione applicabile al momento dell’istituzione di un trust.
 

Bhaur v Equity First Trustees, Inghilterra - [2023] EWCA Civ 534, WL 03546313

IQ EQ Limited re B Trust, Jersey [2024] JRC210

Mario Serio

Ore 11:40
Marta Buffoni, Danni lungo latenti dovuti a sostanze perfluoroalchiliche: l’estoppel e possibili riflessi nel diritto interno Estoppel ed eccezione di dolo generale: due istituti con funzione analoga, ma impiego pratico differente.

Il primo molto utilizzato in common law; il secondo quasi dimenticato, almeno in Italia, nonostante i rilevanti effetti processuali e sostanziali che può produrre in termini di inibizione della pretesa avversaria.

L'esame di un atto di citazione straniero contenente la formulazione dell'estoppel rende immediatamente evidenti questi effetti e, in parallelo, rende il professionista italiano avveduto dell'importanza di contemplare, nella propria strategia difensiva, l'eccezione dolo generale soprattutto in caso di risarcimento di danni lungo latenti e tutela dell'affidamento.
 
 
Michele Graziadei

Ore 12:00
Valeria Cianciolo, La donatio mortis causa nella moderna giurisprudenza La donatio mortis causa, istituto di derivazione romanistica, è un trasferimento di proprietà effettuato oralmente dal donante in vista della sua probabile morte, attraverso una traditio simbolica (per esempio, dei titoli di proprietà di un immobile o della chiave di un portagioie) ed i cui effetti sono sospensivamente condizionati alla morte del donante di lì a poco.

Essa contrasta con le norme del Wills Act 1837 in materia testamentaria, ma è stata ritenuta costantemente valida conformandosi ai precedenti, sebbene i giudici siano riluttanti ad applicarne i principi a causa della natura del negozio, che normalmente viene fatto a porte chiuse, e richiedono la prova rigorosa dei requisiti: v. la sentenza Davey & Anor v Bailey & Ors [2021] EWHC 445 (Ch).

Di recente è stato deciso (Rahman v Hassan [2024] EWHC 1290 (Ch)) che i terreni registrati e i conti bancari e azionari online possono costituire oggetto della donatio mortis causa e che, rispettivamente, la consegna del certificato fondiario o di determinati documenti di locazione e la condivisione del login/password possono essere sufficienti per "cedere il dominio" su di essi.
 
Sen v Headley Inghilterra - [1991] EWCA Civ 13

Davey & Anor v Bailey & Ors, Inghilterra [2021] EWHC 445 (Ch)

Rahman v Hassan, [2024] EWHC 1290 (Ch)
Michele Graziadei

Ore 12:20
Edoardo Recupero, Sul ruolo dottrinale del giudice di common law I giudici negli ordinamenti di common law enunciano delle regole di diritto, che vengono poi riprese e citate in altre decisioni secondo la prassi sui precedenti giudiziari. Queste regole nel corso degli anni vengono seguite dagli altri giudici e spesso sono migliorate e estese.

Nella sentenza Public Trustee v Cooper, un trustee ha chiesto al giudice di approvare una decisione che doveva compiere nell’amministrazione del trust, in modo da evitare di incorrere in responsabilità per violazione dei suoi obblighi. Il giudice, nel decidere il caso, ha stabilito le circostanze in cui il trustee può ottenere l’assistenza della Corte, enunciando tre precise fattispecie, rispetto alle quali sono nate tre sottoregole.
 
Public trustee v Cooper, Inghilterra - [1999] WL 1425717
Maurizio Lupoi

Ore 12:40
Lucilla Galanti, L’accertamento del diritto straniero e il ruolo dell'esperto Nel diritto inglese l’accertamento del diritto straniero viene assimilato all’accertamento del fatto (v. Nelson v Bridport, 1845), usualmente condotto tramite esperti qualificati.

Nel diritto italiano l’art. 14 della L. n. 218/1995 prevede invece che l’accertamento della legge straniera sia compiuto d’ufficio dal giudice, il quale può avvalersi di esperti. In particolare, esso resta attratto entro il principio iura novit curia.

Ne deriva che sono molto diverse le concrete modalità in cui tale accertamento viene condotto. Mentre infatti nel sistema italiano il giudice è investito di ampi poteri officiosi, che ha il dovere di attivare, e rispetto ai quali la collaborazione delle parti resta un’attività soltanto sussidiaria ed eventuale, nel sistema inglese l’onere della prova incombe sulla parte.

Merita però sottolineare che, nonostante tali premesse antitetiche, nella giurisprudenza recente le divergenze nell’accertamento del diritto straniero risultano, almeno in parte, smussate. Da un lato, infatti, benché l’accertamento del diritto straniero sia assimilato a un giudizio di fatto, si ritiene sia però caratterizzato da tratti di specialità. Dall’altro, tale “specialità” assume contorni rilevanti, come di recente non si è mancato di sottolineare (v. Perry v Lopag, 2023): quando il diritto straniero appartiene a un sistema di common law caratterizzato da principi analoghi a quelli del diritto inglese, infatti, il giudice per interpretarlo e applicarlo può utilizzare la propria esperienza giuridica, alla stregua di quanto può fare rispetto al diritto interno.
 
Eabrl Nelson v Lord Bridport, 1845

Lea Lilly Perry
v Lopag Trust, Inghilterra - [2023] UKPC 16

Redattori della Rivista relatori 

  • Leonardo Arienti, Avvocato in Bologna
  • Giulia Bazzoni, Assegnista di ricerca presso l’Università di Verona
  • Anna Maria Borgna, Dottoressa in giurisprudenza
  • Marta Buffoni, Avvocato in Novara e Savona e Dottoranda presso l'Università del Piemonte Orientale 
  • Valeria Cianciolo, Avvocato in Bologna
  • Lucilla Galanti, Ricercatrice di Diritto Processuale Civile presso l’Università di Firenze
  • Diletta Giunchedi, Assegnista di ricerca presso l'Università di Ferrara
  • Ermelinda Hepaj, Dottoranda di ricerca in Diritto Processuale Civile presso l’Università Milano-Bicocca 
  • Ottavia Lo Sardo, Dottoranda di ricerca in Diritto Processuale Civile presso l’Università degli Studi di Roma Tre
  • Elena Napolitano, Dottoranda di ricerca in Civil Law and Constitutional Legality presso l’Università di Camerino
  • Edoardo Recupero, Praticante Avvocato in Torino
Consorzio UniForma
Telefono: 010 2534158 - Fax: 010 267244
E-mail: FormazioneContinua@giuri.unige.it
Sede legale: Via Balbi, 22 - 16126 Genova
In collaborazione con
Logo Associazione Il trust in Italia
Torna ai contenuti